Quando ho scoperto che la mia vecchia jeep si stava lentamente e inesorabilmente sgretolando per l'azione dannosa della ruggine, mi sono sentito quasi mancare.
Un leggero colpetto di cacciavite sulla fiancata arrugginita della carrozzeria aveva provocato una profonda cava passante di ruggine. Oh my god!!!
Più scrostavo, spazzolavo e raschiavo via ruggine, più mi rendevo conto dello stato pietoso in cui si trovava il povero mezzo.
Non sapevo proprio come salvarla dal suo triste destino e dopo alcuni contatti con carrozzieri esperti ho capito che avrei dovuto imbarcarmi in un'iniziativa molto complessa, lunga e costosa.
Si trattava di tagliare tutti i pezzi di lamiera ammalorati.
Sostituire tutte le lamiere
Rifare per intero il cassone posteriore.
Non sò bene cosa mi sia passato per la testa quando decisi di provare a buttarmi in un impresa più grande di me e svolgere da solo il restauro della vecchia jeep.
Di fatto partii compiendo un'azione temeraria. Mi feci prestare un flessibile con un disco da taglio e iniziai a tagliare a pezzi la lamiera della carrozzeria. Quando terminai di farla a fette, e ci vollero diversi giorni, ricordo che rimasi a lungo a guardare cosa avevo combinato e inizia a dannarmi ripetendomi che ero un gran pirla.
Mi sono preso un pò di tempo prima di decidere veramente a partire con i lavori.
Intorno alla fine di Luglio sono andato a Torino per comprare le
lamiere delle fiancate posteriori.
Erano già state tagliate a misura e il signore che me le consegnò era un vero appassionato di questi mezzi. Diede risposta a tutte le mie domande e mi fece capire che avrei potuto veramente farcela anche da solo.
Mi appassiono all'opera, mentre l'estate come il fiume che ho difronte sono in piena.
La mente e la serenità dell'immaginazione di quei momenti.
Infinite giornate sotto una grande tettoia a carteggiare.
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Adesso che ho terminato il restauro mi sento più forte, e non ho più alcuna paura ad affrontare lavori più grandi di me!! serve crederci, studiare un piano, non mollare mai e stare sul pezzo, continuare a crederci, non perdere mai di vista il lavoro d'insieme, considerare che esistono anche i piccoli particolari.