domenica 11 marzo 2012

Seggiolone


Ho iniziato da circa una settimana il lavoro per un nuovo legno.


Si tratta di un bellissimo pezzo di tronco di quercia. Credo sia la base del tronco di un albero secolare con evidenti segni dell'apparato radicale.
Lo stavano tagliando a pezzi per ricavare legna da ardere e fortunatamente sono riuscito a fermarli in tempo e a barattare il legno con una bottiglia di vino rosso.
Pesa quasi due quintali e non vi dico la fatica a caricarlo sulla mia jeep.
Una volta tolta la corteccia sono partito con la sbozzatura con l'ascia. Il mio caro amico Elia, mi ha poi prestato gli arnesi del mestiere, una preziosissima cartella contenente tutti gli scalpelli per un lavoro professional.
Dimenticavo di scrivere che quei cazzutissimi scalpelli sono affilatissimi e che mi sono già squarciato un dito della mano. Vai con altri due punti!!!




venerdì 9 marzo 2012

martedì 6 marzo 2012

Restauro Toyota BJ40 del 1980

Quando ho scoperto che la mia vecchia jeep si stava lentamente e inesorabilmente sgretolando per l'azione dannosa della ruggine, mi sono sentito quasi mancare.
Un leggero colpetto di cacciavite sulla fiancata arrugginita  della carrozzeria aveva provocato una profonda cava passante di ruggine. Oh my god!!!
Più scrostavo, spazzolavo e raschiavo via ruggine, più mi rendevo conto dello stato pietoso in cui si trovava il povero mezzo.





Non sapevo proprio come salvarla dal suo triste destino e dopo alcuni contatti con carrozzieri esperti ho capito che avrei dovuto imbarcarmi in un'iniziativa molto complessa, lunga e costosa.
Si trattava di tagliare tutti i pezzi di lamiera ammalorati.
Sostituire tutte le lamiere
Rifare per intero il cassone posteriore.
Non sò bene cosa mi sia passato per la testa quando decisi di provare a buttarmi in un impresa più grande di me e svolgere da solo il restauro della vecchia jeep.



Di fatto partii compiendo un'azione temeraria. Mi feci prestare un flessibile con un disco da taglio e iniziai a tagliare a pezzi la lamiera della carrozzeria. Quando terminai di farla a fette, e ci vollero diversi giorni, ricordo che rimasi a lungo a guardare cosa avevo combinato e inizia a dannarmi ripetendomi che ero un gran pirla.

Mi sono preso un pò di tempo prima di decidere veramente a partire con i lavori.
Intorno alla fine di Luglio  sono andato a Torino per comprare le
lamiere delle fiancate posteriori.
Erano già state tagliate a misura e il signore che me le consegnò era un vero appassionato di questi mezzi. Diede risposta a tutte le mie domande e mi fece capire che avrei potuto veramente farcela anche da solo.
Mi appassiono all'opera, mentre l'estate come il fiume che ho difronte sono in piena.
La mente e la serenità dell'immaginazione di quei momenti.
Infinite giornate sotto una grande tettoia a carteggiare.


.








Adesso che ho terminato il restauro mi sento più forte, e non ho più alcuna paura ad affrontare lavori più grandi di me!! serve crederci, studiare un piano, non mollare mai e stare sul pezzo, continuare a crederci, non perdere mai di vista il lavoro d'insieme, considerare che esistono anche i piccoli particolari.


stART 2011: 100 artisti x 100 cristi

stART 2011: 100 artisti x 100 cristi: Una croce di legno e una ruota di ferro. Il legno di questa croce è molto vecchio. I segni e le scalfiture ne provano l’usura da lavoro nel...

lunedì 5 marzo 2012

Face to Face










marmo bianco con basamento in ferro e cristallo

100 artisti x 100 cristi

Una croce di legno e una ruota di ferro.

Il legno di questa croce è molto vecchio. I segni e le scalfiture ne provano l’usura da lavoro nel tempo.
 La ruota in ferro è anch’essa molto vecchia e patinata di ruggine.
Il loro abbinamento di materiali e di colori mi pare congeniale.
Il legno verticale della croce era in passato usato come traversino per legare il cavallo al carro merci, mentre il legno orizzontale costituiva un pezzo di mangiatoia per le mucche.

ricordo di aver trovato questi legni in un fienile abbandonato. Entrambi i legni avevano perso da lungo tempo il ricordo delle loro abituali funzioni, erano accatastati in piedi in un angolo polveroso e scuro. ciò che più mi colpi fu il loro aspetto antico come i legni utilizzati per lavori rurali dell’800.
I chiodi e le tarlature nel legno, gli anelli  in ferro storti e aggiunti per chissà quale funzione insieme al colore delle venature scure dell’essenza lignea mi attrassero moltissimo e li per li decisi di portarli via con me, a trovar una nuova vita in un posto nuovo.




Il legno della croce e il ferro della ruota.

La croce è il simbolo del supplizio universale e della grande sofferenza umana. È espressione di morte e passione di vita allo stesso tempo.
Mia nonna diceva che la croce si porta sulle proprie spalle e ognuno di noi porta con sé una croce.
Mio nonno diceva che se allora ognuno avesse portato la propria croce al mercato in piazza certamente tutti sarebbero tornati a casa con la loro stessa croce.
Eh si!! La croce va proprio portata in piazza. È proprio questo il valore della Via Crucis.
Nella sofferenza troviamo chi ci da sostegno e ci aiuta a condurre il percorso del supplizio.

giovedì 17 novembre 2011

sul fiume Adda

Cavolo!!  da quanto tempo non entravo a curiosare in queste pagine?
Nel frattempo..........:
Non ho più la mia morosa storica che scriveva su questo blog.
Mi ha semplicemente lasciato!! y yo que sè!!
sto molto bene senza!
Ho cambiato anche il mio laboratorio creativo e da questo punto di vista sono stato premiato dalla fortuna.
Mi sono imbattuto in una cascina disabitata, posta in un contesto de naturaleza fantastico, prospiciente il fiume Adda.
Non potevo immaginare un posto migliore di questo dove  lavorare!!!
Pues, haora hace un gran frio!!
Però..., Yo que sè!!